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Boris Pahor, Una primavera difficile (Foto da copertina)

Emanuela Zandonai Editore
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Dove: Via del Garda, Rovereto (Tn) (google maps).
Informazioni: Tel. 0464/430330.
mail: info@zandonaieditore.it
facebook: facebook.com
www.zandonaieditore.it
www.egonedizioni.it

Zandonai editore ed Edizioni Egon sono due marchi nati per seguire strade editoriali differenti ma accomunate dalla ricerca della qualità. Zandonai pubblica principalmente letteratura della nuova Europa e saggistica, con una particolare attenzione per le voci della ex Jugoslavia. Egon invece segue le proposte più interessanti del territorio regionale: ricerche storiche, cataloghi d’arte e monografie, libri fotografici.

Iniziative in programma:


In libreria dal 21 gennaio 2010

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Il diradarsi dell'oscurità. Il Trentino, i trentini nella seconda guerra mondiale. Vol. 2 / 1942-1943
Cortesela Bontadi, vicolo del Messaggero, Rovereto (Tn). Ore 20.30.

A cura del Laboratorio di Storia di Rovereto. Introduce Fabrizio Rasera. Presentano il volume Quinto Antonelli, Fondazione Museo storico del Trentino e Andrea di Michele, Archivio Provinciale di Bolzano.


Pubblicazioni segnalate:


In libreria dal 21 gennaio 2010

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Aleksandar Tišma, Kapò
Autore: Aleksandar Tišma; Titolo: Kapò (orig. Kapo); Traduzione: Alice Parmeggiani; Pg.: 326; Editore: Zandonai; Collana: i fuochi; Anno: 2009 (orig. 1987); Isbn: 978-88-95538-39-6; in libreria dal 21 gennaio.

Alla follia della distruzione che impera nel lager c’è chi si è adattato e ha accettato di ritardare la propria morte affrettando quella altrui: il kapò. In questo straordinario romanzo Tišma descrive – con una potenza letteraria e un rigore documentario da togliere il respiro – la caparbia vitalità e la forza animalesca che consentono a Vilko Lamian, ebreo battezzato e assimilato, di sopravvivere a Jasenovac e Auschwitz cambiando identità e trasformandosi nel kapò Furfa.
Ora, dopo la guerra, tormentato dal ricordo dei suoi misfatti e dal terrore della vendetta postuma della storia, ma soprattutto ossessionato dalla figura di una delle sue vittime, Helena Lifka, si mette sulle tracce della donna, convinto che solo lei possa giudicarlo e magari assolverlo.
Tišma indaga qui –sollevandosi nettamente al di sopra di ogni contingenza e con una sensibilità lancinante nel registrare il frantumarsi dell’identità- ciò che resta di un uomo quando è costretto ad attingere alle sue estreme risorse, a scacciar via da sé ogni timore o senso di pietà. E la sua opera, uno dei capolavori della letteratura concentrazionaria, è prodigiosamente all’altezza del compito: ferisce, viviseziona, scuote le certezze, ci tiene all’erta contrastando l’oblio.
Aleksandar Tišma (1924-2003) è stato tra i più autorevoli e apprezzati scrittori della ex Jugoslavia. Originario della Vojvodina, regione da sempre mosaico di identità e culture differenti, può essere accostato ad autori del calibro di Danilo Kiš, Czesław Miłosz e Imre Kertész per la marcata sensibilità mitteleuropea che colloca le sue opere nell’alveo della grande letteratura del secolo scorso.
Di madre ebrea ungherese e di padre serbo, Tišma, scampato allo sterminio degli ebrei di Novi Sad, ha ambientato nella complessa e drammatica realtà del Dopoguerra alcuni tra i suoi romanzi e racconti più belli, dettati da una profonda riflessione sul significato della colpa, sul confine spesso labile tra vittime e carnefici, e che narrano storie di ordinaria efferatezza e di piccole pavidità umane. Ne sono testimonianza, oltre a Kapò, anche L’uso dell’uomo (Jaca Book, 1988) e Il libro di Blam (Feltrinelli, 2000). Tišma è noto inoltre al pubblico italiano per la raccolti di racconti Scuola di empietà (e/o, 1988) e per il suo romanzo Pratiche d’amore (Garzanti, 1993), storia di un gruppo di prostitute di Novi Sad.


In libreria dal 4 novembre 2009

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Bastarock. L'undergound dei Bastard sons of Dionisio
Autore: Dalia Macii e Oscar De Bertoldi; Editore: Egon; Pg.: 140; Anno: 2009: Prezzo: 13 €; Isbn: 978-88-96215-18-0; Progetto grafico: pupilla grafik; In libreria dal 4 Novembre.
Non è facile definire cosa si intende con l’espressione scena rock di un luogo né quali siano gli elementi che accomunano i gruppi che ne fanno parte. In molti casi è il nome di una città a diventare sinonimo di uno stile e di un particolare tipo di sonorità. Ma è sufficiente la mera condivisione di uno spazio geografico per condividere anche l’orizzonte musicale?
Bastarock applica questo criterio alla provincia di Trento e racconta la sua piccola -ma insospettabilmente varia- galassia di gruppi. Abbiamo cercato di fotografare un mondo sotterraneo, una scena musicale underground che con una punta di ironia abbiamo definito sottobosco. La sfida è la scelta di raccontare tutto il corpo sommerso di un iceberg affiorato in seguito all’improvviso successo dei Bastard sons of Dioniso... (continua).

Vedi scheda di approfondimento/con le date del Bastarock Tour.

In libreria dal 7 ottobre 2009
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Boris Pahor, Una primavera difficile
Sì, forse è possibile scrivere un libro o dipingere un quadro pieno di sole, anche senza aver mai visto il sole, senza averne assorbito i raggi, purché lo si desideri ardentemente. Forse bisognerebbe cancellare il passato, oppure vivere come se fosse già stato cancellato. Vivere come quelli ai quali si vorrebbe somigliare, solo così si comincerebbe davvero a essere loro simili.
Informazioni nel sito della casa editrice.
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