Minestrone quantico Mostra multimediale interattiva
Data: dal 2 al 23 giugno 2010.
Dove: Ristorante Boivin, via Garibaldi 9, Levico Terme (Tn) (google maps). Inaugurazione: il 2 giugno alle ore 18.00. Torna alla scheda del Boivin. Presentazione mostra:
Questa mostra nasce da un’idea di Lucia D’amato, esperta di tecnica del feltro, dalla sua volontà di coinvolgere il pubblico in un percorso non lineare, poetico, dove si incontrano e interagiscono varie forme d’arte e nuove forme di collaborazione.
Il luogo - originale come il ristorante Boivin, in cui si possono assaporare i cibi colorati e delicati dello chef Riccardo Bosco, che sa valorizzare con cura e maestria gli ingredienti - che il territorio, la stagione, la fantasia e la tradizione di volta in volta gli suggeriscono - fa da sfondo per accogliere i colori e le forme di opere in alcuni casi inedite. Come le foto di Luciano Olzer, che si destreggia prestigiosamente tra l’immagine fotografica e le sequenze delle sue video installazioni interattive L’artista cattura accorte pulsazioni che rispondono al suo sguardo sospeso e poetico. Interagisce con le ombre rendendole non più scure sagome uniformi, ma perimetri dinamici che accolgono forma e sostanza.” Per effetti di luce deviata”, è così che amplia i confini dell’osservazione e dell’emozione. Ha molto ancora nel cassetto, tutto da scoprire, frutto di una lunga e laboriosa ricerca e sperimentazione. Gli obbiettivi di questa esposizione sono molteplici, per esempio c’è quello di dare al feltro una valenza diversa da quella a cui si è soliti pensare, cioè manufatti tipici di montagna. L’intento è quello di far vedere come questi elementi, creati completamente a mano per effetto di una semplice, elementare alchimia, si prestano sia come idee di abbigliamento, sia come complementi di arredamento moderno e contemporaneo. Quadri da indossare, scudi alpini, berretti frutta e verdura, kimoni solari, tappeti con poteri taumaturgici. La lana è il materiale umile ma nobile, di cui ci si è dimenticati molto . Ci sono studi e ricerche ancora da approfondire sulle sorprendenti qualità del feltro, e c’è ancora molto da scoprire e sperimentare. Nella civiltà del petrolio, le greggi vengono decimate e il territorio reso saturo da sostanze dannose Di questi tempi la lana diventa preziosa protagonista di un uso cosciente e consapevole, per il benessere del corpo, della casa e dell’anima..La bellezza del feltro quindi consiste nell’essere confortevole e decorativo nello stesso tempo.
L’artista Lome materializza nel ferro le sue linee, dà vita a figure sognanti, permettendo in questa occasione al feltro di entrare piacevolmente nelle pieghe del ferro per addolcirne l’impronta e consentirne una nuova interpretazione.
A fare da contrappunto le ceramiche di Gianni Anderle, maestro del rosso, ma anche dell’ocra e del blu . Crea forme cave, sinuose manipolando l’argilla e ottiene colori brillanti, cristallini che richiamano il fuoco, il sole, il mare profondo,dando vita a sculture eclettiche, specchio delle sue molteplici anime. Anche lo scultore Paolo Vivian è presente a questo evento, con due lavori,Totem e Cani Randagi. Artista coraggioso, ama avventurarsi nelle zone d’ombra, nei luoghi ancestrali dell’anima, per ricavarne l’essenza dell’adesso, creando nodi di energia e di forza espressiva e rendendo la materia (legno,pietra ) compagna fedele e cosciente, depositaria di ricordi e di amnesie.
Questa mostra sottolinea il recupero di mestieri e tradizioni in forma creativa e innovativa, di percezioni sopite portate alla luce dalla sensibilità degli artisti. Riguarda la cultura del fare, inteso come interazione diretta tra umanità e natura, esprime un senso dell’esistenza in cui ci si sen
Opere di:
GIANNI ANDERLE, nato a Pergine, ove risiede, ha il suo studio e laboratorio di ceramica a Madrano, in via Oltrefersina 121. Ciò che fa l'originalità di un uomo, è che egli vede una cosa che tutti gli altri non vedono" (Friedrich Nietsche): basterebbe questo aforisma per raccontare le opere di questo artista che, come Paganini, "non ripete". Uniche, frutto di una fantasia senza confini e senza timori di sperimentare, le ceramiche di Gianni Anderle spingono chi le guarda a cercare anche sensazioni tattili: forse, il calore primigenio dell'argilla, terra fertile che si fa materia creativa, perfezionata dagli smalti che richiamano il sole, il fuoco, il mare profondo. Alla mostra, presenta i suoi lavori più recenti. LOME nato a Trento, vive e lavora a Trento e al Bosco dei Poeti (VR). Lorenzo Menguzzato presenta in questa mostra opere realizzate in ferro.
...le piccole sfingi di questo artista trentino costituiscono quindi una ideale galleria con i comprimari che rappresentano la nostra commedia umana. Le diversità fisiomatiche, infatti, i diversi destini, l'irrazionalità della storia, lo scontro tra materiale e sublime, l'evoluzione millenaria della nostra specie... Maschere, bozzetti, caricature, ritratti, fintefotografie, schizzi, disegni, studi, prove, modelli, deformazioni, simulacri, dipinti, un autentico "Circolo Pickwick", come diceva Charles Dickens, dei tipi più disparati che ci vogliono per fare una umanità..... (Testo di Luigi Serravalli già in catalogo Di Verde Natura). PAOLO VIVIAN. Nato Serso di Pergine Vive e lavora a Piné. Presenta alcuni lavori in ferro e legno fra cui l’ultimo nato Cani randagi. Un viaggio nell’esistenza umana, la conversazione libera dell’amore e l’emozione della vita. Una ricerca artistica nello spirito, fra memoria personale e collettiva, e la poesia dell’anima. Con questa opera l’artista presenta la sua ricerca contemporanea nel campo della memoria umana .Una domanda artistica per la nostra vita presente e per le cose importanti nella vita. La memoria collettiva e il comportamento sociale hanno provocato l’interesse creativo dell’artista negli ultimi anni e in questo progetto la memoria lascia segni di esistenza delle emozioni umane, prendendo le forme di pietra e legno….come un cane randagio, mangio da ogni ciotola e gli avanzi sono la mia biblioteca. Il sapere non mi appartiene ma transita, non senza lasciare traccia... di pietra e legno. Oro è il sublime che incendia, d’Amore e Immenso (Paolo Vivian, 2010). LUCIA D’AMATO nata a Venezia, vive e lavora a Pergine. Artigiana, ricercatrice, da circa dieci anni è immersa nel mondo dell’antica e rara arte dell’infeltrimento della lana, facendo studi approfonditi e appassionanti, per capirne il valore storico e simbolico, e con lo scopo di diffonderne maggiormente la conoscenza. Partendo dal primo canto dell’Inferno, in cui il sommo poeta rivela gli aspetti taumaturgici del feltro, elevandolo a mezzo celeste sulla Terra per vincere la corruzione della materia, passando per l’esperienza dell’artista Joseph Beuys, che rende il feltro protagonista delle sue installazioni, con poteri magici e curativi sperimentati da lui stesso, fino ad arrivare alla recente tesi di laurea sul feltro discussa a Milano presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di una giovane studiosa (…Omero dice che di feltro era rivestito l’elmo dell’eroe Odisseo). Si evince quindi che il feltro, nelle varie culture, civiltà ed esperienze, rappresenta una protezione totale. LUCIANO OLZER, nato a Levico, vive e lavora a Pergine. Sensibile agli eventi in natura, coglie nei particolari ciò che è sempre stato nel tempo dei tempi. Partecipa a questa mostra con una video installazione interattiva sull’acqua e sul feltro all’interno del ristorante Boivin e presenta una serie inedita di foto artistiche su metallo. L’ombra non parla, dice molto di più….. COME RIFLESSO di un oggetto davanti ad una fonte di luce, non è più scura sagoma uniforme bidimensionale, ma attore in chiaro da contemplare. COME PERIMETRO dinamico, accoglie l’immagine da osservare: si deforma, si adatta, si presta a qualsiasi tipo di materiale, terra, acqua, aria, mai fuoco. COME PALCOSCENICO per eventi di luce deviata, amplia confini dell’osservazione e dell’emozione.