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Ultime due settimane delle mostre «Bistolfi» e «La pittura dell'800» Ultime due settimane di apertura delle mostre «Leonardo Bistolfi. I monumenti per Giovanni Segantini» e «La pittura dell'800. Verso la luce» allestite rispettivamente alla Galleria civica G. Segantini di Arco e al Museo di Riva del Garda. Le mostre, promosse dal Dipartimento del Contemporaneo del MAG – Museo Alto Garda e curate da Giovanna Nicoletti, chiuderanno il 28 febbraio 2010, l'ingresso è libero.
Dopo la mostra che nel 2008 la Galleria di Arco ha dedicato a Segantini, il progetto su Leonardo Bistolfi scandise un altro momento storico significativo, i 100 anni dall'inaugurazione del monumento eretto dalla città di Arco in memoria di Segantini.
All'indomani della scomparsa di Giovanni Segantini (avvenuta il 28 settembre 1899 sulla cima dello Schafberg, in Engadina), Arco si mobilita per onorare l'artista. Nasce un comitato pro monumento, che in breve coinvolge tutti i protagonisti della vita sociale e culturale della cittadina, per allargarsi successivamente ad altri Comuni, enti, associazioni, personaggi di spicco al di fuori dei confini del Trentino. Il nome di Leonardo Bistolfi, quale amico di Segantini e valente scultore, è suggerito da Alberto Grubicy, mercante d'arte e mecenate del pittore. L'inaugurazione del monumento avviene dieci anni più tardi, il 24 ottobre del 1909.
Nella mostra allestita alla Galleria civica G. Segantini di Arco, si analizzano i due monumenti realizzati da Bistolfi per Segantini, quello del 1906 per la tomba dell'artista a St. Moritz, e quello arcense, attraverso documenti, disegni e una ventina di bozzetti e opere preparatorie.
«La pittura dell'800. Verso la luce» in Rocca a Riva, ripercorre la tensione verso la luce della pittura di fine Ottocentro attraverso una ventina di opere, legate alle vicende della complessa stagione tra impressionismo e divisionismo: Carlo Fornara, Enrico Cavalli, Lorenzo Peretti junior, Emilio Longoni, Giovanni Battista Ciolina, Bernardino Peretti e Giuseppe Pellizza da Volpedo testimoniano d'un momento in cui l’idea di natura e quindi di luce si sta affermando in un'arte nuova, di rottura con il passato.
Conquistati dalla ricerca della luce in alta montagna, sulla scia del lavoro di Giovanni Segantini, gli artisti attraverso la tecnica del divisionismo mettono in luce l’esperienza delle loro escursioni nei paesaggi delle terre di confine, dove molto spesso la composizione è costruita sugli impianti segantiniani.
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